venerdì 7 novembre 2014

L'Abbandono

Ho cominciato a 12 anni.
Quel  volantino all'uscita dalla Scuola Media "Custer De Nobili" è scivolato tra le mie mani,
e mentre inconsciamente arrotolavo quella che sarebbe diventata la mia passione, me ne tornavo a casa.
Due giorni dopo ero lì, tra lacci di scarpe consumate, mani incerottate, pallide luci al neon, e quell'odore di gomma e polvere che brucia le narici affannanti.
La palla, sporca, futuro sfogo di rabbia e delusioni, riscatto di innamoramenti rifiutati, e compiti andati male.
La pallavolo sarebbe diventata il mio nido infrasettimanale, e il bordo da cui spiccare il volo quando scendevo in campo, ogni domenica mattina o sabato sera che fosse.
L'ho amata e odiata per molti anni, l'ho lasciata e l'ho sempre ricercata, mi ha salvato e io ho cercato di esserle grata, sempre.
Una storia d'amore che adesso vive degli intensi ricordi del passato, una decisione presa con cura e delicatezza.
La ferita iniziale, la nostalgia, seguiti dalla vita che scorre e la consapevolezza di aver scelto la sottile linea tra il giusto e l'errato.

giovedì 16 ottobre 2014

Leggerezza

Qualsiasi cosa io stia facendo.
Si insinua tra gli spazi bianchi delle righe del giorno, è il respiro della mia mente.
Molte volte mi sono sentita mortificata, quando è stata confusa con (la) superficialità.
Poi arriva lui a sistemare ogni cosa con una di quelle perle che va dritta al punto, di piede ai giudizi, e con un gancio alle mie personali giustificazioni  :

"Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore."   Italo Calvino

Che ve lo dico a fare, come direbbe qualcuno che conosco!

B.                              

venerdì 19 settembre 2014

Fai la fame, ma compra libri e gira il mondo

Nel Natale del 2002 , alla puntuale domanda dei miei genitori riguardo a cosa avrei desiderato ricevere quell'anno, la risposta fu secca e decisa, "un Mappamondo!".
Il fascino per il mondo, sconosciuto e attraente, culminava nel Sud America, dalla sua intricata vegetazione nella Foresta Amazzonica, alla lingua frantumata della Terra del Fuoco. 
Nel mio futuro imminente ho sempre immaginato due protagonisti : io e il mondo.
Sicura che il nostro rapporto non si sarebbe fermato ai tanto amati libri scolastici di Geografia.
Nel 2008, quando mi sono iscritta all'Università, mai mi sarei immaginata che del mondo avrei dovuto assaporare qualche brandello durante l'anno.
Alla rassegnazione iniziale, è sopraggiunta la consapevolezza.
Non avrei rinunciato a vivere, nè a viaggiare, nei termini delle possibilità che una studentessa possa avere.
Scrive Enzo Bianchi "Fai la fame, ma compra libri e gira il mondo".
Con la fame, il primo pensiero non sarebbe studiare. 
In questi anni universitari i libri che ho comprato sono molti, ma il mondo è là fuori,
oltre la finestra della camera d'infanzia in cui sto ancora studiando per il mio ultimo esame ! 

B.