venerdì 7 novembre 2014

L'Abbandono

Ho cominciato a 12 anni.
Quel  volantino all'uscita dalla Scuola Media "Custer De Nobili" è scivolato tra le mie mani,
e mentre inconsciamente arrotolavo quella che sarebbe diventata la mia passione, me ne tornavo a casa.
Due giorni dopo ero lì, tra lacci di scarpe consumate, mani incerottate, pallide luci al neon, e quell'odore di gomma e polvere che brucia le narici affannanti.
La palla, sporca, futuro sfogo di rabbia e delusioni, riscatto di innamoramenti rifiutati, e compiti andati male.
La pallavolo sarebbe diventata il mio nido infrasettimanale, e il bordo da cui spiccare il volo quando scendevo in campo, ogni domenica mattina o sabato sera che fosse.
L'ho amata e odiata per molti anni, l'ho lasciata e l'ho sempre ricercata, mi ha salvato e io ho cercato di esserle grata, sempre.
Una storia d'amore che adesso vive degli intensi ricordi del passato, una decisione presa con cura e delicatezza.
La ferita iniziale, la nostalgia, seguiti dalla vita che scorre e la consapevolezza di aver scelto la sottile linea tra il giusto e l'errato.